Rischi e complicanze del lifting facciale (ritidectomia): mini-revisione sistematica e sintesi delle evidenze (2023–2025)

Dr. Skerdi Faria
A cura e con la revisione medica del Dr. Skerdi Faria, fondatore e direttore scientifico di KEIT Day Hospital, con il contributo del Comitato Scientifico.
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Rischi e complicanze del lifting facciale (ritidectomia): mini-revisione sistematica e sintesi delle evidenze (2023–2025)
Articoli scientifici

Questa revisione delle evidenze sintetizza meta-analisi e revisioni sistematiche indicizzate su PubMed con pooling quantitativo riguardanti la sicurezza del lifting facciale (ritidectomia), i pattern di complicanze, le differenze di rischio legate alla tecnica chirurgica e le strategie di prevenzione basate sulle evidenze. Un limite importante della letteratura attuale è che le meta-analisi di alta qualità sul lifting facciale sono ancora relativamente poche, e le evidenze PubMed più recenti si concentrano soprattutto sul confronto tra tecniche e sugli adiuvanti di riduzione del rischio, più che su una singola stima aggregata “all-comers” delle complicanze complessive del lifting facciale.

Come sono state selezionate le evidenze: criteri per le più recenti evidenze PubMed

È stata eseguita una ricerca mirata su PubMed per identificare meta-analisi e revisioni sistematiche con dati quantitativi aggregati su complicanze, sicurezza e strategie di prevenzione nel lifting facciale. La priorità è stata data agli studi più recenti che valutavano confronti tra tecniche, tassi aggregati di complicanze o interventi per ridurre eventi avversi emorragici e dei lembi cutanei. In base a questi criteri, sono state selezionate cinque revisioni meta-analitiche: due del 2025 su SMAS vs deep plane, una del 2025 su lifting combinato con laser, una del 2024 dell’acido tranexamico e una del 2023 sui sigillanti tissutali.

Cosa indicano nel complesso le evidenze più recenti: principali complicanze del lifting facciale

Nella più recente letteratura meta-analitica indicizzata su PubMed, le complicanze riportate con maggiore costanza sono:

  • Ematoma
  • Lesione temporanea del nervo facciale / neuroaprassia
  • Infezione
  • Sofferenza cutanea o necrosi del lembo
  • Sieroma
  • Più raramente, problemi cicatriziali

Tra queste, l’ematoma rimane la complicanza post-operatoria precoce più rilevante dal punto di vista clinico, perché è relativamente più frequente rispetto ad altri eventi maggiori e può influire direttamente sulla vitalità del lembo, sul recupero e sulla necessità di reintervento.

 

Le evidenze comparative più recenti suggeriscono inoltre che, sebbene le complicanze del lifting facciale siano generalmente poco frequenti, i tassi possono variare in base alla tecnica, all’estensione della dissezione e all’uso di adiuvanti come acido tranexamico o sigillanti tissutali.

L’ematoma rimane il principale segnale di rischio pratico

Nelle meta-analisi più recenti sul lifting facciale, l’ematoma è la complicanza riportata con maggiore costanza. In una meta-analisi del 2025 che ha confrontato lifting SMAS e deep plane (47 studi; 10.766 pazienti), i dati aggregati hanno mostrato:

  • Tasso di ematoma del 3% nel deep plane facelift
  • Tasso di ematoma del 2% nello SMAS facelift
  • Bassi tassi di infezione in entrambi i gruppi
  • Tassi complessivamente simili di lesione nervosa

Una seconda meta-analisi del 2025 ha inoltre riportato che, pur con livelli elevati di soddisfazione in entrambe le tecniche, il tasso complessivo di complicanze era più alto nel deep plane facelift (17,2%) rispetto allo SMAS facelift (10,3%).

 

Nel complesso, questi dati indicano che la discussione sulle complicanze del lifting facciale continua a partire soprattutto dalla prevenzione dell’ematoma. Più che individuare una singola tecnica “migliore”, le evidenze attuali suggeriscono che la scelta del piano chirurgico e l’uso di adiuvanti emostatici possano avere un ruolo importante nella riduzione del rischio.                            Lifitng viso: risultato prima e dopo

Rischio legato alla tecnica: sistema muscolo-aponeurotico superficiale rispetto al piano profondo

Le meta-analisi PubMed più recenti non mostrano una differenza netta di sicurezza tra SMAS e deep plane facelift, ma evidenziano un possibile compromesso tra risultato estetico e carico di complicanze. Nel 2025, una meta-analisi pubblicata su Annals of Plastic Surgery ha riportato profili di sicurezza simili tra le due tecniche, con bassi tassi di infezione e lesioni nervose per lo più temporanee.

 

Una seconda meta-analisi del 2025 ha rilevato:

  • Soddisfazione nel lifting a piano profondo: 94,4%
  • Soddisfazione nel lifting SMAS: 87,8%
  • Più complicanze nel gruppo a piano profondo

Nel complesso, il lifting a piano profondo può offrire vantaggi estetici in casi selezionati, soprattutto nel terzo medio del volto, mentre il lifting SMAS sembra associato a un carico di complicanze leggermente inferiore.

Prevenzione basata sulle evidenze: acido tranexamico e sigillanti tissutali

Le meta-analisi recenti suggeriscono che alcune strategie perioperatorie possano ridurre le complicanze del lifting facciale, soprattutto quelle emorragiche.

Acido tranexamico (TXA)

La revisione sistematica con meta-analisi del 2024 sull’uso del TXA nel lifting facciale ha evidenziato due benefici principali:

  • Riduzione significativa del rischio di ematoma minore (OR 0,18; IC 95% 0,05–0,62)
  • Riduzione significativa del drenaggio postoperatorio (MD −25,59)

La revisione ha inoltre riportato un miglioramento di edema, ecchimosi e perdita ematica intraoperatoria. Un dato importante è che non è emerso un aumento significativo né delle complicanze maggiori né di quelle minori nel complesso. Nel complesso, questi risultati supportano il TXA come adiuvante utile nel lifting facciale per ridurre la morbilità emorragica senza un chiaro segnale di aumento del rischio di sicurezza.

Sigillanti tissutali

La revisione sistematica con meta-analisi del 2023 sugli studi randomizzati controllati relativi all’uso dei sigillanti tissutali nella ritidectomia facciale ha mostrato una riduzione significativa di:

  • Volume di drenaggio: MD −11,01 (IC 95% da −18,39 a −3,63)
  • Incidenza di ematoma: RR 0,29 (IC 95% 0,08–0,99)

I sigillanti tissutali sembrano quindi essere più di una semplice scelta tecnica: possono rappresentare uno strumento utile per ridurre le complicanze, soprattutto quando l’obiettivo è diminuire il rischio di ematoma e l’accumulo di liquidi nel post-operatorio.Lifting viso: prima e dopo l'intervento per il lifting facciale

Scenario di rischio specifico: lifting facciale combinato con resurfacing laser

Una meta-analisi PubMed del 2025 ha valutato il lifting facciale associato al resurfacing laser, una combinazione spesso considerata più rischiosa per il potenziale danno termico nei tessuti dissezionati.

 

Tra 17 studi e 1.361 pazienti sono stati osservati:

  • Soddisfazione dei pazienti: 98,1%
  • Necrosi a tutto spessore del lembo: 0,01%
  • Sofferenza cutanea: 0,21%
  • Infezione superficiale secondaria: 0,74%
  • Cicatrice ipertrofica: 0,51%
  • Ematoma: 0,35%
  • Ectropion: 0,12%
  • Discromia persistente: 0,35%
  • Irregolarità del contorno: 0,04%
  • Riepitelizzazione ritardata: 0,03%

Lo studio ha evidenziato che il rischio dipende principalmente dalla tecnica: utilizzare le stesse impostazioni laser su lembi dissezionati e su cute non dissezionata è stato associato a maggiore rischio di sofferenza cutanea.

Lesione del nervo facciale: complicanza temuta ma generalmente temporanea

La lesione del nervo facciale rimane una delle complicanze più temute del lifting facciale, ma le evidenze aggregate più recenti indicano che la maggior parte dei casi è temporanea, mentre la lesione permanente è rara. Nella meta-analisi del 2025 che confronta lifting SMAS e lifting a piano profondo, i tassi di lesione nervosa sono risultati simili tra i due gruppi, e la maggior parte degli episodi si è risolta nel tempo.

 

Nonostante la bassa frequenza, si tratta comunque di una complicanza a elevato impatto clinico, perché anche una debolezza temporanea può influire su:

  • Soddisfazione del paziente
  • Tempi di recupero
  • Rischio medico-legale

Cosa dimostrano e cosa non dimostrano le evidenze

La recente letteratura meta-analitica indicizzata su PubMed supporta diverse conclusioni:

  • La chirurgia di lifting facciale è generalmente associata a bassi tassi assoluti di complicanze maggiori
  • L’ematoma rimane la complicanza centrale attorno alla quale dovrebbero essere organizzate le strategie di prevenzione
  • Il lifting SMAS e il lifting a piano profondo appaiono nel complesso comparabili in termini di sicurezza
  • Alcuni dati aggregati suggeriscono tassi complessivi di complicanze più elevati con le tecniche a piano profondo
  • Acido tranexamico e sigillanti tissutali presentano evidenze favorevoli nella riduzione della morbilità legata al sanguinamento
  • Alcune procedure combinate selezionate, come il lifting facciale associato al resurfacing laser, possono essere eseguite in sicurezza quando la tecnica è ottimizzata

Le evidenze attuali presentano limiti importanti: molti studi sono osservazionali, la segnalazione delle complicanze non è standardizzata, le definizioni degli esiti variano e i confronti diretti tra tecniche restano limitati. Per questo, la letteratura è più utile per identificare modelli di rischio e strategie di riduzione delle complicanze che per stabilire in modo definitivo quale tecnica sia la più sicura.

Implicazioni cliniche: cosa indicano per la pratica le evidenze PubMed più recenti

  • La prevenzione dell’ematoma dovrebbe rimanere la principale priorità perioperatoria nella ritidectomia.
  • Il lifting SMAS e il lifting a piano profondo sono entrambi approcci validi, ma il profilo di complicanze dovrebbe essere discusso insieme agli obiettivi estetici.
  • L’acido tranexamico presenta le evidenze aggregate più solide per ridurre ematomi minori e drenaggio postoperatorio senza un chiaro aumento delle complicanze maggiori.
  • Anche i sigillanti tissutali mostrano evidenze favorevoli nel ridurre volume di drenaggio e incidenza di ematoma.
  • Nei casi di lifting facciale associato al laser, i tassi di complicanze possono rimanere bassi, ma sono rilevanti i fattori tecnici legati all’energia termica e alla gestione dei lembi.

Bibliografia: meta-analisi PubMed considerate

Dr. Skerdi Faria
Autore dell'articolo

Dr. Skerdi Faria

Missione:

"Offrire ai pazienti un approccio basato sull'eccellenza, la sicurezza e l'innovazione nel campo della chirurgia estetica, con protocolli di alto livello e risultati naturali e armoniosi."

✦ Formazione e Specializzazioni:

• Laurea in Medicina e Chirurgia (1995)
• Specializzazione in Igiene e Sanità Pubblica (2002, con lode, Università La Sapienza, Roma)
• Specializzazione in Anestesia e Rianimazione (2009, con lode, Università Tor Vergata, Roma)
• Dottorato di ricerca in Infezioni Ospedaliere (2005, con lode, Università La Sapienza, Roma)

✦ Carriera e Riconoscimenti:

• Fondatore e Direttore del KEIT Day Hospital (dal 2011)
• Autore di numerosi studi scientifici pubblicati su PubMed e Google Scholar
• Esperto in chirurgia estetica, infezioni ospedaliere e protocolli anestesiologici avanzati
• Medaglia d'Oro (1989, Ministero della Pubblica Istruzione – Albania), Energie per Roma (2025, Centro Europeo di Studi Culturali – Roma) e altri.

✦ Media e Riconoscimento Pubblico:

Il Dr. Skerdi Faria è riconosciuto come uno dei medici più influenti nel campo della chirurgia estetica ed è stato intervistato e citato dai principali media in Albania e Italia, tra cui:
• Italia: Rai 1, Rai 2, Rai 3, Mediaset, La7, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Il Messaggero, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Tempo, Adnkronos.
• Albania: Top Channel, Klan TV, Vizion Plus, Shqiptarja.com, Panorama, Gazeta Express.

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