Simmastia: come riconoscerla, perché compare e come si corregge?

Dr. Skerdi Faria
A cura e con la revisione medica del Dr. Skerdi Faria, fondatore e direttore scientifico di KEIT Day Hospital, con il contributo del Comitato Scientifico.
  • Pubblicato il:
  • Tempo di lettura: 6 min
Simmastia: come riconoscerla, perché compare e come si corregge?
Mastoplastica additiva

La simmastia è una condizione in cui si perde la normale separazione tra i due seni nella zona dello sterno, con riduzione o scomparsa del solco intermammario. Può essere congenita oppure comparire dopo un intervento al seno, in particolare in presenza di protesi, e la correzione dipende dalla causa, dalle condizioni dei tessuti e dalla stabilità delle tasche protesiche.

In questo articolo vedremo come riconoscere una vera simmastia e distinguerla da un seno naturalmente ravvicinato, perché può comparire dopo una mastoplastica additiva, quando può diventare evidente e quali elementi determinano la scelta della correzione. Approfondiremo anche quando è possibile mantenere le protesi già presenti e da cosa dipende il rischio che la simmastia si ripresenti. 

Come capire se si tratta davvero di simmastia?

La simmastia si riconosce dalla perdita della normale separazione tra i due seni nella zona dello sterno. Il solco intermammario appare ridotto o assente e i tessuti delle due mammelle possono sembrare continui nella parte centrale del torace.

Tra i segni che possono farla sospettare rientrano:

  • Seni che appaiono uniti o eccessivamente ravvicinati al centro;
  • Riduzione o scomparsa del solco tra le mammelle;
  • Continuità dei tessuti nella regione presternale;
  • Alterazione evidente del normale spazio tra i due seni.

Avere i seni naturalmente molto vicini, però, non significa necessariamente avere una simmastia. La distinzione dipende soprattutto dal fatto che la normale separazione dei tessuti nella regione dello sterno sia mantenuta oppure no. La conferma richiede sempre una valutazione clinica.

Qual’è la differenza tra simmastia congenita e simmastia dopo mastoplastica?

La simmastia può essere presente dalla nascita oppure comparire dopo un intervento di mastoplastica. 

  • La simmastia congenita è presente indipendentemente da una mastoplastica e dipende dalla conformazione anatomica dei tessuti nella zona centrale del torace. In questi casi, i due seni possono apparire uniti o molto ravvicinati già prima di qualsiasi intervento chirurgico.
  • La simmastia acquisita, invece, compare dopo un intervento al seno, più spesso in presenza di protesi. In questo caso, il normale confine tra i due seni viene alterato dopo l’intervento e il solco intermammario può risultare ridotto o assente.

Le due forme possono avere un aspetto simile, ma non vengono valutate allo stesso modo perché hanno origini differenti e richiedono una pianificazione diversa.

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Perché può comparire una simmastia dopo la mastoplastica additiva?

Dopo una mastoplastica additiva, la simmastia può comparire quando viene compromesso il normale confine che mantiene separate le due tasche protesiche nella zona dello sterno. Se questo supporto mediale si indebolisce o viene oltrepassato, una o entrambe le protesi possono spostarsi eccessivamente verso il centro del torace.

Diversi fattori che possono contribuire a questa situazione includono:

  • Dissezione troppo mediale della tasca protesica, con alterazione dei tessuti che normalmente aderiscono allo sterno;
  • Protesi troppo larghe o voluminose rispetto alla base mammaria, che possono esercitare una maggiore pressione sui tessuti mediali;
  • Caratteristiche dei tessuti, soprattutto quando il supporto disponibile è ridotto;
  • precedenti interventi al seno, che possono aver modificato capsule, tessuti e anatomia delle tasche protesiche;
  • Posizione e stabilità della tasca, che devono essere adeguate alle dimensioni e alle caratteristiche della protesi.

Non esiste quindi una sola causa valida per tutte le pazienti. In alcuni casi prevale un problema legato alla tasca, in altri alle caratteristiche della protesi o alla qualità dei tessuti; spesso è la combinazione di più elementi a determinare la perdita del supporto mediale.

Quando può comparire la simmastia dopo una mastoplastica? 

La simmastia può diventare evidente nelle prime settimane dopo l’intervento oppure comparire più avanti, anche dopo che il seno sembrava essersi inizialmente assestato. Nelle fasi iniziali è però importante distinguere una vera alterazione del solco intermammario dai normali cambiamenti del postoperatorio. La vicinanza tra i seni può apparire maggiore nei primi giorni o nelle prime settimane senza che questo significhi necessariamente che le due tasche protesiche abbiano perso la loro separazione.

Una simmastia precoce tende invece a diventare più sospetta quando il solco centrale rimane poco definito mentre il resto del seno inizia ad assestarsi. Una forma più tardiva può manifestarsi dopo un periodo inizialmente regolare, quando la posizione delle protesi o il supporto mediale dei tessuti cambiano nel tempo. La letteratura descrive entrambe le modalità di presentazione. Per questo motivo, non è il numero di giorni trascorsi dall’intervento a confermare la simmastia, ma il modo in cui evolve la separazione tra i due seni durante i controlli postoperatori.

Mastoplastica additiva: prima e dopo l'intervento al seno

La simmastia può peggiorare nel tempo?

Sì, in alcuni casi la simmastia può diventare più evidente nel tempo, soprattutto quando il supporto dei tessuti nella zona centrale del torace non riesce a mantenere stabile la posizione delle protesi.

Il peggioramento può manifestarsi con:

  • Una progressiva riduzione del solco tra i seni;
  • Un maggiore spostamento delle protesi verso il centro;
  • Una perdita più evidente della separazione tra le due mammelle;
  • Un’asimmetria crescente del décolleté.

L’evoluzione non è però uguale per tutte le pazienti. Alcune simmastie rimangono relativamente stabili, mentre altre possono accentuarsi in base alla qualità dei tessuti, alla stabilità della tasca e alle caratteristiche delle protesi. Per questo motivo, quando il cambiamento continua nel tempo, è importante valutare l’andamento clinicamente invece di aspettare che diventi più marcato.

È sempre necessario sostituire le protesi per correggere la simmastia?

No, la correzione della simmastia non richiede automaticamente la sostituzione delle protesi. Se gli impianti hanno dimensioni e caratteristiche compatibili con l’anatomia del seno, il problema può riguardare soprattutto la tasca che li contiene e il supporto nella zona centrale del torace. In questi casi, il chirurgo può valutare una correzione della tasca mantenendo le protesi già presenti.

La sostituzione può invece essere presa in considerazione quando le caratteristiche dell’impianto contribuiscono al problema, per esempio se la base della protesi è troppo ampia rispetto alla base mammaria oppure se la revisione richiede una diversa posizione o un diverso piano protesico.

La decisione dipende quindi dal rapporto tra protesi, tasca e tessuti. Se gli impianti sono compatibili con una correzione stabile, possono essere mantenuti; se invece dimensioni, posizione o caratteristiche dell’impianto ostacolano il risultato, può essere necessario sostituirli. 

In sala operatoria durante l'intervento della mastoplastica additiva

 

Come viene corretta la simmastia?

La correzione della simmastia ha l’obiettivo di ricreare il solco tra i due seni e ristabilire un confine stabile nella zona dello sterno, così da impedire alle protesi di spostarsi eccessivamente verso il centro.

In base al caso, il chirurgo può intervenire con:

  • Capsulorrafia mediale, suturando internamente la capsula per chiudere la parte della tasca che si è estesa troppo verso lo sterno;
  • Revisione della tasca protesica, per ridefinire il limite interno e creare uno spazio più adatto alla posizione corretta dell’impianto;
  • Rinforzo dei tessuti mediali, quando la capsula o i tessuti non offrono un supporto sufficiente per mantenere stabile la correzione;
  • Creazione di una nuova tasca protesica, in un piano diverso, quando quella esistente è troppo compromessa o non garantisce un sostegno adeguato;
  • Riposizionamento della protesi, quando è necessario riportare l’impianto più lateralmente rispetto alla linea mediana.

La tecnica dipende dall’estensione della simmastia, dalla qualità dei tessuti, dalla stabilità della tasca e dagli eventuali interventi eseguiti in precedenza. La correzione, quindi, non consiste semplicemente nell’allontanare le protesi, ma nel ricostruire il supporto anatomico che mantiene separati i due seni.

La simmastia può ripresentarsi dopo la correzione?

Sì, può ripresentarsi, soprattutto quando il nuovo supporto mediale non rimane sufficientemente stabile nel tempo.

Il rischio può aumentare in presenza di:

  • Tessuti sottili o indeboliti, che offrono meno sostegno;
  • Tasche protesiche già compromesse, soprattutto dopo precedenti revisioni;
  • Protesi troppo larghe o pesanti rispetto alla base mammaria;
  • Forte tensione sulla correzione, che può rendere meno stabile il nuovo confine tra i due seni.

Per questo, una revisione efficace non deve limitarsi a correggere la posizione delle protesi, ma deve anche ridurre le condizioni che potrebbero favorire un nuovo spostamento verso lo sterno.

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FAQ

Domande Frequenti

La simmastia può comparire anche senza protesi?

Sì. La simmastia può essere congenita e quindi essere presente anche in persone che non hanno mai eseguito una mastoplastica additiva. In questi casi, l’unione dei tessuti nella zona centrale del torace dipende dalla conformazione anatomica e non dalla presenza di protesi.

La simmastia può provocare dolore?

Non necessariamente. La simmastia può manifestarsi principalmente come un’alterazione della forma e della separazione tra i seni. In presenza di protesi, eventuali dolore, tensione o fastidio devono comunque essere valutati, perché non permettono da soli di stabilire se la causa sia la simmastia o un’altra condizione.

Le protesi troppo grandi possono favorire la simmastia?

Protesi eccessivamente larghe rispetto alla base mammaria possono contribuire ad aumentare la pressione verso la zona mediale e rappresentano uno dei fattori associati alla simmastia acquisita. Tuttavia, le dimensioni dell’impianto non sono l’unica causa: contano anche tasca protesica, supporto dei tessuti e anatomia della paziente.

La simmastia può comparire dopo una sostituzione delle protesi?

Sì, può verificarsi anche dopo un intervento di revisione o sostituzione protesica. Gli interventi precedenti possono aver modificato la capsula, le tasche e il supporto dei tessuti, elementi che devono essere considerati quando si pianifica una nuova chirurgia mammaria.

Si può correggere la simmastia e sostituire le protesi nello stesso intervento?

In casi selezionati, la revisione della simmastia e la sostituzione delle protesi possono far parte dello stesso intervento. La possibilità dipende dalle condizioni della tasca, dalla qualità dei tessuti, dalle caratteristiche degli impianti presenti e dal tipo di ricostruzione necessaria.

La simmastia congenita deve essere sempre corretta?

No. La presenza di una simmastia congenita non rende automaticamente necessario un intervento. La correzione può essere presa in considerazione in base all’anatomia, all’entità della condizione e al disagio della paziente, dopo una valutazione specialistica.

Dr. Skerdi Faria
Autore dell'articolo

Dr. Skerdi Faria

Missione:

"Offrire ai pazienti un approccio basato sull'eccellenza, la sicurezza e l'innovazione nel campo della chirurgia estetica, con protocolli di alto livello e risultati naturali e armoniosi."

✦ Formazione e Specializzazioni:

• Laurea in Medicina e Chirurgia (1995)
• Specializzazione in Igiene e Sanità Pubblica (2002, con lode, Università La Sapienza, Roma)
• Specializzazione in Anestesia e Rianimazione (2009, con lode, Università Tor Vergata, Roma)
• Dottorato di ricerca in Infezioni Ospedaliere (2005, con lode, Università La Sapienza, Roma)

✦ Carriera e Riconoscimenti:

• Fondatore e Direttore del KEIT Day Hospital (dal 2011)
• Autore di numerosi studi scientifici pubblicati su PubMed e Google Scholar
• Esperto in chirurgia estetica, infezioni ospedaliere e protocolli anestesiologici avanzati
• Medaglia d'Oro (1989, Ministero della Pubblica Istruzione – Albania), Energie per Roma (2025, Centro Europeo di Studi Culturali – Roma) e altri.

✦ Media e Riconoscimento Pubblico:

Il Dr. Skerdi Faria è riconosciuto come uno dei medici più influenti nel campo della chirurgia estetica ed è stato intervistato e citato dai principali media in Albania e Italia, tra cui:
• Italia: Rai 1, Rai 2, Rai 3, Mediaset, La7, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Il Messaggero, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Tempo, Adnkronos.
• Albania: Top Channel, Klan TV, Vizion Plus, Shqiptarja.com, Panorama, Gazeta Express.

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