La mastoplastica additiva aumenta il volume e la proiezione del seno, mentre la mastopessi corregge il rilassamento, rimuove la pelle in eccesso e riposiziona il complesso areola-capezzolo. Quando il seno è sia svuotato sia cadente, i due interventi possono essere combinati. La scelta dipende soprattutto dal volume presente, dal grado di ptosi e dalla posizione del capezzolo.
Indice dei contenuti:
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1
Mastoplastica additiva o mastopessi: quali sono le differenze?
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Come capire se ho bisogno della mastopessi?
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3
Le protesi possono sollevare un seno cadente?
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Quando basta una mastoplastica additiva?
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Quando servono sia mastopessi che protesi?
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Come cambiano le cicatrici tra mastoplastica additiva e mastopessi?
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7
Come cambia il recupero tra mastoplastica additiva e mastopessi?
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Quale intervento dà un risultato più naturale?
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È possibile passare da una mastoplastica additiva a una mastopessi negli anni?
In questo articolo analizzeremo le differenze tra mastoplastica additiva e mastopessi, come capire quale intervento può essere indicato, quando bastano le protesi e quando serve sollevare il seno. Analizzeremo inoltre quando combinare i due interventi e come cambiano cicatrici, recupero e naturalezza del risultato.
Mastoplastica additiva o mastopessi: quali sono le differenze?
La mastoplastica additiva e la mastopessi intervengono su due problemi differenti: la prima aumenta il volume del seno, mentre la seconda ne corregge la posizione e il rilassamento. La mastoplastica additiva è quindi indicata soprattutto per un seno piccolo o svuotato; la mastopessi viene invece valutata quando il seno è cadente e il capezzolo è sceso rispetto alla sua posizione naturale.
La mastoplastica additiva riempie il seno mediante l’inserimento di protesi, ma non rimuove la pelle in eccesso. La mastopessi, invece, rimodella i tessuti esistenti e riposiziona il complesso areola-capezzolo, ma non aumenta necessariamente la taglia del seno.
Quando perdita di volume e ptosi sono presenti contemporaneamente, può essere valutata una mastopessi additiva, che associa il sollevamento del seno all’inserimento di una protesi. La scelta non dipende quindi solo dalla taglia desiderata, ma dal rapporto tra volume mammario, qualità della pelle e posizione del capezzolo.
Come capire se ho bisogno della mastopessi?
Potresti aver bisogno di una mastopessi se il seno è sceso, non solo svuotato. Il segnale principale è la posizione del capezzolo: se si trova all’altezza o sotto il solco sottomammario, oppure punta verso il basso, la sola protesi potrebbe non bastare.
La mastopessi viene generalmente valutata quando:
- c’è pelle in eccesso;
- il seno appare allungato;
- il tessuto è concentrato nella parte inferiore;
- il capezzolo è sceso;
- la forma è cambiata dopo gravidanza, allattamento o dimagrimento.

Le protesi possono sollevare un seno cadente?
Non realmente. Le protesi aumentano il volume, ma non rimuovono la pelle in eccesso e non riposizionano un capezzolo sceso.
Le protesi possono migliorare un seno solo lievemente svuotato, quando:
- il capezzolo è ancora sopra il solco sottomammario;
- la pelle mantiene una buona elasticità;
- la ptosi è minima;
- il problema principale è la perdita di volume.
Se invece il capezzolo è basso, il seno è allungato o c’è molta pelle in eccesso, la protesi da sola può rendere il seno più grande ma non davvero più sollevato. In questi casi si valuta una mastopessi, da sola o associata alle protesi.
Quando basta una mastoplastica additiva?
La mastoplastica additiva può essere sufficiente quando il problema principale è la mancanza di volume e non la discesa del seno e può essere valutata quando:
- il seno è naturalmente piccolo o appare svuotato;
- il volume è diminuito dopo gravidanza o dimagrimento;
- il polo superiore la pelle conserva una buona elasticità;
- il capezzolo si trova sopra il solco sottomammario;
- la ptosi è assente o minima;
- la paziente desidera maggiore volume e proiezione.
In questi casi, la protesi può aumentare volume e proiezione senza bisogno di una mastopessi. Se invece il capezzolo è sceso o c’è molta pelle in eccesso, la sola mastoplastica additiva potrebbe non correggere il rilassamento.

Quando servono sia mastopessi che protesi?
Mastopessi e protesi possono servire insieme quando il seno è sia cadente sia svuotato. In genere si valuta una mastopessi additiva quando:
- il capezzolo è sceso;
- c’è pelle in eccesso;
- il polo superiore ha perso volume;
- il seno appare piatto e rilassato;
- gravidanza, allattamento o dimagrimento hanno modificato forma e pienezza.
La mastopessi solleva e rimodella il seno, mentre la protesi ripristina volume e proiezione. La combinazione è utile quando una sola procedura non correggerebbe entrambi i problemi.
Come cambiano le cicatrici tra mastoplastica additiva e mastopessi?
La mastoplastica additiva lascia in genere una cicatrice più breve, spesso nel solco sottomammario. La mastopessi richiede incisioni più estese perché deve rimuovere la pelle in eccesso e sollevare il seno.
| Intervento | Cicatrice più comune |
|---|---|
| Mastoplastica additiva | Nel solco sottomammario |
| Mastopessi lieve | Intorno all’areola |
| Mastopessi moderata | Intorno all’areola e verticale |
| Mastopessi importante | A T invertita |
Più il seno è rilassato, maggiore può essere l’estensione della cicatrice necessaria per ottenere un sollevamento stabile. Nella mastopessi con protesi, le cicatrici dipendono soprattutto dal grado di ptosi, non dalla presenza dell’impianto.
Come cambia il recupero tra mastoplastica additiva e mastopessi?
Se stai valutando uno dei due interventi, la differenza principale riguarda il tipo di fastidio iniziale e la cura delle cicatrici: con la mastoplastica additiva il recupero dipende soprattutto dalla protesi, mentre con la mastopessi richiede maggiore attenzione alla guarigione delle incisioni.
| Aspetto | Mastoplastica additiva | Mastopessi |
|---|---|---|
| Gonfiore e tensione | Frequenti | Frequenti |
| Dolore iniziale | Variabile | Variabile |
| Ripresa delle attività leggere |
Progressiva | Progressiva |
| Cura delle cicatrici | Più semplice | Più estesa |
| Assestamento del risultato |
Graduale | Graduale |
Nella mastoplastica additiva, il fastidio dipende soprattutto dalla posizione delle protesi e dalla tensione dei tessuti. Nella mastopessi, invece, va monitorata anche la guarigione delle incisioni. Quando i due interventi vengono combinati, il recupero può essere leggermente più complesso, perché il seno deve adattarsi sia al sollevamento sia al nuovo volume.
Quale intervento dà un risultato più naturale?
Nessuno dei due interventi è sempre più naturale dell’altro. Il risultato dipende da quale procedura corregge davvero il problema del seno.
- La mastoplastica additiva può offrire un risultato naturale quando il seno è svuotato ma non cadente, la protesi è proporzionata al torace e i tessuti riescono a sostenerla.
- La mastopessi può risultare più naturale quando il seno è sceso, il capezzolo è basso o c’è pelle in eccesso, perché solleva e rimodella i tessuti senza aumentare necessariamente il volume.
- Se il seno è sia cadente sia svuotato, la combinazione tra mastopessi e protesi può creare un risultato più armonioso rispetto a una sola procedura.
In sintesi, il risultato più naturale si ottiene scegliendo l’intervento adatto all’anatomia, non quello con meno cicatrici o più volume.
È possibile passare da una mastoplastica additiva a una mastopessi negli anni?
Sì. Una paziente che ha già eseguito una mastoplastica additiva può aver bisogno di una mastopessi negli anni successivi se il seno si rilassa, il capezzolo scende o la pelle perde elasticità.
Questo può accadere per:
- invecchiamento;
- gravidanze e allattamento;
- variazioni importanti di peso;
- protesi pesanti;
- qualità ridotta dei tessuti;
- naturale cedimento del seno nel tempo.
In questi casi, il chirurgo può valutare una mastopessi mantenendo, sostituendo o rimuovendo le protesi. La scelta dipende dalle condizioni degli impianti, dal volume desiderato e dal grado di rilassamento. La mastopessi non è quindi un passaggio automatico dopo la mastoplastica additiva, ma può diventare necessaria quando il problema non è più solo il volume, bensì la posizione del seno.


